Il problem solving è la capacità di identificare, affrontare e risolvere i problemi. E’ un’abilità indispensabile per ogni Manager e imprenditore che si rispetti: trovare soluzioni alternative contribuisce ad aumentare la credibilità del boss in quanto leader.

Capita, tuttavia, di imbattersi in ostacoli apparentemente insormontabili. Quando ci si trova ad affrontare una crisi come quella attuale, si ha l’impressione di essere davanti a un vicolo cieco. Anche quando s’intravedono passaggi nascosti, rimane il dubbio e ci si autoconvince che qualsiasi soluzione nasconda insidie e trabocchetti.

Questo mood negativo accomuna un po’ tutti coloro che si sono trovati a fare i conti con una crisi inimmaginabile. E’ dunque frutto del generale senso di sfiducia che caratterizza il momento. Per uscirne, è indispensabile cambiare prospettiva.

Ma in che modo possiamo cambiare punto di vista, aprire la nostra mente ed essere disponibili a valutare le soluzioni più creative? Ecco sei consigli per sfruttare al massimo il problem solving.

  1. Avvicinarsi ad ogni situazione come se fosse un progetto. I professionisti dovrebbero imparare ad usare questo approccio non solo per progetti ben definiti, ma per tutte le attività quotidiane. In questo modo, qualora si presenti un ostacolo inaspettato, si sarà in grado di valutare l’impatto che esso avrà sull’intero progetto. Adottare questo modus operandi consente inoltre di avere una visione chiara del problema, e di tutte le soluzioni per affrontarlo.
  2. Niente panico. E’ importante mantenere la calma attraverso pensieri positivi. Abituiamoci a guardare una situazione in senso ottimistico, sostituendo il “Non lo so fare” al “non sono ancora arrivato alla soluzione giusta”.
  3. Tenere brevi riunioni con il team. I meeting lunghi hanno l’effetto di prosciugare l’energia delle risorse annullando il pensiero creativo. Un breve e rapido confronto, al contrario, consente di esporre il progetto e chiedere suggerimenti. Se il team non ha nessuna soluzione, potrà pensarci in altra sede e inviare un email di follow-up con le proprie idee.
  4. Coinvolgere persone estranee al progetto per avere opinioni differenti. Anche chi non fa parte del nostro settore professionale può illuminarci con il suo problem solving. Coinvolgendo professionisti esterni si avrà la possibilità di ottenere nuove opinioni sulla strada da proseguire, a cui noi e il nostro non avevamo pensato perché focalizzati sui punti fermi del mestiere.
  5. Prendersi una pausa. Se ne abbiamo la possibilità, allontaniamoci dal problema, anche solo per un weekend. Se pensate che un atteggiamento del genere faccia perdere tempo, aumentando l’impegno posticipato, siete fuori strada. Il problem solving è un processo creativo, attivo anche quando non siamo coscienti. Dedicandoci a fare cose che ci piacciono, può essere salutare per la mente, avvicinandola alla valutazione di soluzioni alternative.
  6. Schematizzare. E’ un gioco, capace di mettere in ordine le idee e valutare tutte le strade. Una volta elencate le soluzioni possibili, osserva i rischi e i premi correlati a ciascuna, in modo da poter fare un bilancio e individuare il percorso migliore. Attenzione! E’ possibile che la soluzione perfetta sia la combinazione di più proposte.