Capita spesso, durante un percorso lavorativo, di sentirsi insoddisfatti. Ci si chiede in che direzione sta andando la propria carriera, quali sono i livelli raggiunti e quali ancora appaiono lontani e desiderabili.

L’insoddisfazione, tuttavia, non è una condizione negativa. Senza non saremmo spinti a fare di meglio: chi si sente soddisfatto non lavora di più, non s’impegna per raggiungere nuovi traguardi, e rimane fermo lì dov’è, convinto di aver raggiunto la condizione ideale. L’insoddisfazione, al contrario, impone di raggiungere un determinato risultato: in linea con le tue capacità, quest’impulso non sarà soddisfatto fin quando non verrà oltrepassato il limite che determina il miglioramento rispetto al passato.

L’insoddisfazione non è una debolezza. Al contrario, è la caratteristica basilare delle menti vivaci e abili, sempre motivate a fare di meglio. Ben peggiore è la frustrazione. Questa sensazione, infatti, deriva da condizioni esterne che ci impediscono di ottenere i risultati sperati: un concorrente capace, un socio che non mantiene la parola data, un mancato prestito.

Nella vita di ognuno di noi ci sono situazioni che non dipendono dalla nostra volontà e che, ahimè, ci impongono detestabili battute d’arresto. E’ importante, tuttavia, distinguere l’insoddisfazione dalla frustrazione. La prima dev’essere assecondata per raggiungere nuovi obiettivi e migliorare la condizione che non ci appaga. La seconda, invece, ci chiede di reagire cercando delle soluzioni.

Certo è che in entrambi i casi non serve a nulla alimentare queste sensazioni guardando gli altri. Sentirsi infelici invidiando la condizione migliore di colleghi o conoscenti non ha senso: la ruota gira per tutti, arriverà anche il tuo momento. Piuttosto, aumenta il valore di ciò che impari, produci e inventi, perché la condizione desiderabile (lavorativa ed esistenziale) dipende dal lavoro che compi su te stesso, non dalla fortuna.

Capirlo è importante per cambiare atteggiamento, trasformando le cose negative in nuove opportunità. Il momento attuale ci ha insegnato a non dare nulla per scontato: la vita è imprevedibile.

Saper reagire spetta a noi. Le opportunità non piovono dal cielo, serve impegno, lavoro e consapevolezza di dove si vuole arrivare: ecco perché l’insoddisfazione può essere un’arma preziosa per diventare ciò che vogliamo.