Quali sono gli strumenti da utilizzare per cercare lavoro? Qual è il metodo migliore per ottenere un impiego? Domande del genere assillano chi è alla ricerca di una prima occupazione. Siamo bombardati da annunci, siti web e piattaforme che continuano a prometterci un supporto sicuro nell’ottenimento della professione dei nostri sogni.

Ma è bene fare chiarezza per avere una bussola in questo momento tanto complesso quanto decisivo per la propria carriera. Nella ricerca attiva del lavoro sono importanti due aspetti: la rete formale e la rete informale.

Fanno parte della rete formale le agenzie per il lavoro, siti e riviste specialistiche, portali di ricerca del lavoro, enti pubblici e privati accreditati alle politiche attive del lavoro e i carrer day. Attraverso la rete formale è possibile trasmettere il cv iscrivendosi a dei portali, o compilando dei format preimpostati per la candidatura.

Questo metodo è senz’altro diretto, orientato al qui ed ora, ma, spesso, non dà i risultati sperati. Il motivo è da ricercare nel vasto bacino di utenza a cui tali servizi sono rivolti, che crea una competizione spietata. Ciò non deve spingerci a pensare che la rete formale sia inutile: al contrario, va utilizzata con buon senso. Prima di tutto è necessario organizzare e pianificare l’attività di ricerca del lavoro, mappando, ad esempio gli enti e le aziende a cui sottoporre la candidatura, oppure tenendo un “diario” in cui appuntare la data, azienda, feedback, ruolo, insomma tutte quelle informazioni che è indispensabile avere sotto mano per orientare la ricerca.

Oltre alla capacità di organizzazione non deve mancare la motivazione. Certo, perché cercare lavoro è, a tutti gli effetti un lavoro, e in quanto tale necessita impegno ed energie, ci mette alla prova e richiede una forte fiducia in sé stessi, fondamentale per ottenere i nostri obiettivi. Perciò, provateci ripetutamente, senza perdere di vista l’obiettivo. Ovviamente, non rispondete indistintamente a tutte le offerte di lavoro: farete perdere tempo ai recruiters e risultereste delle persone inaffidabili.

Passiamo alla rete informale. Consiste essenzialmente nel fare networking, attraverso per esempio social professionali come LinkedIn o il passaparola. Vuol dire creare ed espandere una rete di relazioni, coltivarle nel tempo, avendo a disposizione il maggior numero possibile di “agganci” nel settore professionale di riferimento. Questo metodo è più orientato al futuro, ma ha dimostrato di dare risultati migliori.

Fare networking attraverso LinkedIn significa davvero interagire con gli altri utenti. Come? Rispondendo alle offerte di lavoro, ma anche pubblicando post sia professionali che personali, capaci di mettere in luce le nostre qualità, oppure partecipando a webinar che ci consentono di migliorare le nostre competenze e, perchè no, di conoscere altre persone.

La situazione attuale ci mette davanti all’imprevedibilità dell’esistenza. Le opportunità future sono inimmaginabili, perciò saper sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione è fondamentale. In questo gioca un ruolo essenziale la formazione continua, reperibile dentro e fuori l’azienda.

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