Lavorare in smart working comporta il più delle volte lavorare per obiettivi anziché per tempo e questa modalità di lavoro agile, introdotta da molte aziende prima come esigenza emergenziale ed solo dopo assunta come quotidianità in base ai fruttuosi risultati ottenuti, richiede che all’interno dell’organizzazione si respiri un sereno ambiente di lavoro. Mai come in questa modalità è fondamentale, perché il singolo lavoratore performi e permetta dunque all’ azienda di crescere nel tempo, che i datori di lavoro diano fiducia ad ogni membro del team e li rendano partecipi in modo attivo su progetti e attività svolte.

Proprio questo il tema indagato da una ricerca di Achievers e Censuswide che ha segnalato come oltre un terzo dei giovani lavoratori avverta una mancanza di ascolto e fiducia da parte dei datori di lavoro e senta la necessità di un maggiore riconoscimento da parte di figure senior.

La questione riguarda soprattutto i lavoratori di età compresa tra 16 e 24 anni che, per questa mancanza di fiducia, si sono sentiti in dovere di lavorare di più e fare più straordinari, anche durante le vacanze, e, in alcuni casi, si sono messi alla ricerca di un nuovo impiego.

Il sondaggio Achievers è stato condotto dalla società di ricerca indipendente Censuswide, intervistando 2.005 dipendenti nel Regno Unito e in Germania tra il 23 e il 27 aprile 2021 e ha dimostrato come il 37% dei giovani dipendenti sente di non essere ritenuto affidabile o di essere inascoltato nel remote working, mentre quasi quattro su cinque sono alla ricerca di un nuovo lavoro. Per questo motivo, il 65%dei giovani lavoratori ha lavorato più ore e più della metà ha lavorato anche durante le vacanze, se non addirittura le ha saltate del tutto.

Il riconoscimento in sé stessi e una buona visibilità pubblica sono aspetti molto importanti per questa fascia di età e la ricerca evidenzia come principali fattori di apprezzamento  il riconoscimento dei clienti e quello dei leader senior.

Molte aziende durante la pandemia avevano provato a valutare il benessere e lo stato d’animo dei lavoratori, ma molti di loro non hanno avuto la sensazione che il loro feedback fosse stato tenuto in considerazione.

Per questo, la ricerca offre infine cinque consigli che le aziende possono utilizzare per migliorare il benessere dei dipendenti:

  • concentrarsi sui feedback del personale
  • creare una cultura del riconoscimento che sia pervasiva ad ogni livello
  • valorizzare le opinioni di tutti, indipendentemente dalla loro età
  • trasmettere il diverso approccio che creerebbe un forte senso di appartenenza al lavoro
  • affrontare il presenzialismo sul posto di lavoro che attualmente fa ritenere i lavoratori da remoto non affidabili.