La società di “cacciatori di teste” Adami & Associati” in uno studio effettuato nel mese di dicembre dello scorso anno, ha sottolineato come la crisi sanitaria abbia rivoluzionato profondamente il mondo del lavoro, ad iniziare dalla ricerca dello tesso. Chi si trova nella situazione di cercare un lavoro e di venire ricontattato per sostenere un colloquio non si dovrebbe sorprendere nel sentirsi domandare: “cosa ha fatto durante la pandemia per migliorare la sua situazione professionale o personale” oppure “come ha vissuto i mesi di lockdown?”

Ciò che risulta rilevante secondo Carola Adami non è tato il contenuto delle risposte date, ma le modalità stesse con cui vengono fornite: a nessuno, infatti, è richiesto di aver affrontato in modo perfetto una situazione di crisi globale come quella che abbiamo e che stiamo tutt’ora affrontando. Le risposte possibili sono dunque tantissime: da chi racconta di aver cominciato studiare una nuova lingua, chi ha coltivato nuove o vecchie passioni, chi si è orientato a coltivare il rapporto con i colleghi. Ciò che è importante è la sincerità della risposta e la capacità di mettere in campo il proprio personale modo di reagire a questa situazione del tutto eccezionale.

È interessante inoltre sottolineare come nei colloqui di lavoro ai tempi del Covid non solo i candidati possono essere messi in difficoltà da domande nuove, ma anche gli stessi intervistatori. Spesso accade che vengano poste domande ai recruiter per capire nel dettaglio come si svolge il lavoro da remoto, domandando, ad esempio, se in caso di smart working è fornita una formazione adeguata al corretto svolgimento lavorativo.

È degna di nota, infatti, una forte attenzione alla formazione e alla crescita continua, soprattutto tra i più giovani, ed è quindi necessario essere pronti a rispondere, e a fare, domande di questo tipo.

Alcuni candidati, dopo essersi informati online sull’azienda, possono inoltre chiedere come sono state modificate le priorità strategiche dell’azienda dovendo affrontare la pandemia e in che modo il neo-assunto dovrebbe dare il proprio contributo per raggiungere i nuovi obiettivi.

È chiaro, dunque, che affrontare un colloquio di lavoro in questo periodo potrebbe essere sensibilmente differente da quanto ci si potrebbe aspettare o da quanto affrontato in precedenza, da auna parte e dall’altra del tavolo, sperando che l’impressione fatta su chi deve dire “sì” sia positiva.