Cosa vuol dire essere un millennials dal punto di vista lavorativo? Da una lato significa dover fare i conti con tassi di disoccupazione stellari, prospettive di carriera bloccate, lavori “atipici” e instabilità. Dall’altro, essere più istruiti e internazionali, saper maneggiare abilmente gli strumenti tecnologici e adattarsi con facilità all’evoluzione digitale.

Essere dei millennials, dunque, ha vantaggi e svantaggi. E’ una questione di prospettive. In effetti i millennials sono più poveri delle generazioni che li hanno preceduti, e si muovono in un mercato lavorativo complesso. Eppure, tutto dipende dalla metà del bicchiere che si decide di osservare. Ma proviamo ad essere ottimisti.

Great Place to work ha selezionato le migliori aziende in cui lavorare per i nati dopo gli anni Ottanta. E non solo una questione di management. La classifica è stata stilata tenendo conto del parere dei dipendenti: sono state considerate le opinioni di 10.225 millennials che lavorano in 136 aziende sparse in tutta Italia. 

In particolare, agli intervistati è stato chiesto di compilare il questionario Trust Index, il quale analizza cinque dimensioni che secondo il modello definiscono un great place to work.

Ma la classifica non si è basata solo sulle opinioni dei Millennials. I loro feedback hanno costituito il 2/3 del punteggio, il restante 1/3 è ottenuto dalla differenza tra la percezione dei millennials e quella del resto della popolazione aziendale. Inoltre, si è tenuto conto della percentuale dei millennials sul totale dei partecipanti al sondaggio.

Per concludere, riportiamo la classifica, pubblicata su Forbes.

  1.  Bending Spoons
  2. Volvo Group Italia
  3. Nutricia Italia
  4. Hilton
  5. American Express Italia
  6. MSD Italia
  7. Zeta Service
  8.  Sorgenia
  9.  AbbVie
  10. Cisco Systems
  11. Unox
  12.  S.C. Johnson Italy
  13.  Royal Canin Italia
  14.  Sas Italia
  15.  Findomestic Banca

Fonte: forbes.it