L’aspettativa di vita è destinata ad aumentare e con essa gli anni dedicati al lavoro. E non si tratta di un’utopia alla Benjiamin Button: c’è chi pensa che la prima persona che supererà i 150 anni sia già nata.

Naturalmente, ciò ha effetto anche sul mercato del lavoro e sulla pianificazione del percorso professionale. Infatti, ad oggi, siamo abituati a dividere la vita in tre fasi:

  1. studio
  2. lavoro
  3. pensione

Se si arrivasse facilmente a superare i cent’anni, tuttavia, le ultime due fasi durerebbero decisamente troppo. Non è forse il caso di cominciare a ragionare in modo diverso?

Nuove fasi di vita

E’ importante quindi iniziare a pensare alla vita divisa in diverse fasi. La mezza età non sarà più la stessa e, migliorando le condizioni di salute, potremo avere figli anche in età più avanzata.

E’ dunque opportuno pensare ad una vita divisa in più di tre fasi, magari considerando una prima fase dedicata alla formazione, a cui segue una prima carriera, poi il momento dedicato a costruire una famiglia, per poi iniziare una seconda carriera. Indipendentemente da quante e quali fasi sarà divisa la vita, ha senso avere una visione individualizzata della propria esistenza.

In alcuni settori e per alcune persone, probabilmente, il tradizionale modello a tre fasi può continuare ad avere senso, ma per altre è importante cominciare a pensare un nuovo modo di vivere il lavoro.

Formazione continua

In un mercato lavorativo che evolve alla velocità della luce restare aggiornati è indispensabile. In effetti, la massiccia presenza digitale costringe i professionisti a restare al passo coi tempi: ciò che si è imparato a 20 anni potrebbe non essere utile a 50. Alcuni lo hanno già sperimentato sulla propria pelle: assentandosi per alcuni mesi dal lavoro, magari per un congedo parentale, si son ritrovati davanti un contesto lavorativo diverso da come l’avevano lasciato.

Perciò è fondamentale che da un lato le persone, in quanto individui, si facciano carico della propria formazione; dall’altro che le aziende garantiscano nuovi strumenti e tutor, sia per aggiornare le skills dei dipendenti, sia per attrarre nuovi talenti.

Nel dettaglio, come dovranno agire le aziende? Gli esperti di Cornerstone OnDemand hanno analizzato le quattro aeree più importanti che le aziende devono rafforzare per favorire l’evoluzione del mercato:

  1. Finanze. Tra i lavoratori inizieranno a esserci persone di età diversa. Non solo: alcuni. pur avendo un età avanzata, saranno nuovi di quel determinato settore, magari perché hanno deciso di intraprendere una seconda carriera. Dunque, i salari non saranno magari necessariamente legati all’anzianità e agli anni di servizio. Le aziende dovranno ripensare a come usare i bonus e il salario per attrarre nuovi talenti. 
  2. Salute. Molte aziende lo fanno già adesso: regalando massaggi, offrendo abbonamenti in palestra e attraverso l’assicurazione medica integrativa. Tutelare la salute dei dipendenti, in futuro, sarà ancora più importante: puntare su questo aspetto assicurerà una maggiore attrattività verso le nuove generazioni.
  3. Studio/formazione. L’abbiamo già accennato e lo ripetiamo: assicurare una formazione continua è indispensabile in un mondo che cambia alla velocità della luce. Portali per l’apprendimento, corsi di aggiornamento e addirittura lauree offerte dall’azienda, consentiranno ai lavoratori di spostarsi facilmente da un settore all’altro e di crescere in un mercato lavorativo in continua evoluzione. Certo, i giovani sono meno fedeli all’azienda di appartenenza rispetto alle vecchie generazioni: questo, tuttavia, non deve impedire ai datori di lavoro di assicurare crescita. Bisogna, in tal senso, creare un circolo virtuoso che passa da noi alla concorrenza e viceversa.
  4. Equilibrio e flessibilità. L’equilibrio tra lavoro e vita privata è indispensabile. Se oggi è un aspetto sacrificato da molte realtà, domani non potrà essere ignorato: le nuove generazioni tengono conto della possibilità di conciliare la carriera con il tempo da trascorrere lontano dal pc. Altro aspetto importante è la flessibilità: lavorare quando e dove si vuole, concentrandosi sugli obiettivi piuttosto che sul tempo, è una lezione preziosa ereditata dalla pandemia. Per questo benefit come anni (ma anche solo mesi e giorni) sabbatici, possono garantire benefici in termini di salute e di produttività.