Una recente indagine di Italiacamp e Università di Catanzaro ha coinvolto 302 startup italiane per capire quante di esse hanno considerato nella propria mission l’impact investing.

Per impact investing intendiamo tutti quegli investimenti che offrono l’opportunità di raggiungere contemporaneamente risultati sociali e ambientali, ottenendo anche ritorni dal punto di vista finanziario.

All’interno del campione, il 90% operava in ambiti completamente diversi, come l’Intelligenza Artificiale, la Smart Mobility, l’Healthcare e l’Agritech. La ricerca si è concentrata appositamente su questa categoria di aziende innovative, e ne è emerso che:

  • il 95% dichiara di avere una buona consapevolezza delle questioni di impatto sociale;
  • il 40% considera l’impatto intenzionalmente nelle loro mission;
  • il 30% dichiara di avere avuto a che fare con l’impatto indirettamente;
  • il 78% ha incluso una forma di misurazione, qualitativa o quantitativa, nei propri processi aziendali.

Per quanto riguarda gli investimenti, invece, il 15% ha dichiarato di aver ricevuto un investimento a impatto sociale. L’81% ha affermato di essere Impact Investment Ready, mentre solo il 4% si considera Non Impact Ready.

“In generale l’ecosistema italiano delle startup ha una diffusa conoscenza e propensione all’integrazione dell’impatto sociale quando si tratta di considerazioni strategiche” ha dichiarato Elisabetta Scognamiglio, Head of Communities Domain di Italiacamp. “Tuttavia, le startup fanno ancora fatica a sviluppare quei processi di pianificazione e valutazione impact oriented, capaci di attirare quegli investitori che oggi sono sempre più attenti agli aspetti di sostenibilità e impatto”.