Con il termine “lavoro agile”, o “smart working”, si intende, così com’è stato definito dall’art. 18 della Legge 22 maggio 2017 n. 81, la modalità flessibile di esecuzione della prestazione di lavoro subordinato, che non prevede il rispetto dei normali vincoli lavorativi di orario e luogo. È una tipologia lavorativa che si prefigge come scopo quella di agevolare la conciliazione della vita-lavoro, incentivare una mobilità più sostenibile grazie ad una risolutiva diminuzione degli spostamenti e promuovere una maggiore autonomia e responsabilità dei lavoratori con il fine di aumentarne la produttività nel lungo termine.

Il lavoro agile si è diffuso nel mondo post-pandemico a temporanea sostituzione dell’ordinaria attività lavorativa, ma ora che il periodo di emergenza è prossimo al termine, sembra che si voglia effettuare una drastica inversione di marcia. Con il decreto-legge n. 18/2020 del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2021, pubblicato in G.U. 12 ottobre 2021, n. 244, adottato a termini dell’art. 87, c. 1, si stabilisce infatti che a partire dal 15 ottobre 2021 lo smart working cesserà di essere una modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, promuovendo il ritorno di quella tradizionale.

È dunque questa la fine del lavoro agile?

Non esattamente. Il DL 80 del 9 giugno 2021, convertito in Legge 113 del 6 agosto 2021, introduce per tutte le amministrazioni con più di 50 dipendenti il Piano Integrato di Attività e di Organizzazione, una sorta di “testo unico” della programmazione, di durata triennale, che va presentato entro il 31 gennaio di ogni anno. Il PIAO ha lo scopo di semplificare e snellire gli adempimenti a carico degli enti e di adottare una linea maggiormente integrata rispetto alle scelte fondamentali di sviluppo delle amministrazioni. Si combinano nel nuovo piano unico gli obiettivi di posizionamento strategico e sviluppo delle attività, di programmazione e gestione degli organici, di adeguamento dei modelli organizzativi, di lavoro e di semplificazione dei processi, di miglioramento della trasparenza, di valorizzazione della parità di genere; tutto finalizzato al raggiungimento della completa alfabetizzazione digitale.

All’interno del PIAO, tra le altre cose, è dunque necessario redigere la strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo, anche mediante il ricorso al lavoro agile. Questo significa che nel momento in cui vi è una corretta approvazione dei PIAO, garantendo il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza informatica e tutela dei dati, lo smart working potrà diventare la modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa.