In un mercato del lavoro estremamente competitivo come quello odierno, l’employer branding risulta essere una strategia efficace per attirare i migliori talenti. Le aziende che implementano un’efficace strategia di employer branding, ricevono il 50% di candidati qualificati in più.

L’employer branding, riconosciuta a tutti gli effetti come un’attività di marketing, è il processo di costruzione della reputazione di un’organizzazione come datore di lavoro. Il target a cui si rivolge dunque è composto da potenziali candidati, degli attuali dipendenti e dai altri stakeholder come ad esempio i consumatori. L’employer branding permette all’azienda di attrarre nuovi talenti e rafforza la brand identity, ovvero l’immagine che i dipendenti hanno del proprio luogo di lavoro, stimolando in questo modo il senso di appartenenza e l’identità collettiva. Per fare in modo che il processo appena descritto sia possibile, è fondamentale che ci sia coerenza tra ciò che l’azienda comunica e la realtà vissuta ogni giorno dai dipendenti.

Le strategie di employer branding stanno diventando sempre più cruciali ed hanno l’obiettivo per fornire ai potenziali dipendenti un luogo di lavoro desiderabile e attraente. Oltre il 75% dei candidati cerca in primo luogo, un brand e un’organizzazione che abbia una buona reputazione. È dimostrato, invece come le organizzazioni con una cattiva reputazione incontrino maggiori difficoltà nei processi di attraction e retention dei talenti.

Per i talenti, oggi, occupare una posizione in un’azienda di cui essere orgogliosi, è diventato un aspetto cruciale. Per questo motivo, l’employer branding rimarrà uno dei trend non solo per il 2021, ma anche per gli anni a venire.

Fonte: FinancesOnline; CareerArc, LinkedIn Talent Solutions