Il pericolo rappresentato dal Covid-19 è spaventoso. Mai prima d’ora avevamo dovuto affrontare un nemico tanto potente, capace di colpirci in qualsiasi momento e luogo, rimanendo invisibile. Come se non bastasse, non è solo la nostra salute ad essere a rischio. L’emergenza sanitaria ha costretto le istituzioni ad isolare forzosamente tutta la popolazione, provocando gravi danni all’economia.

Un settore particolarmente sofferente, di cui non si parla abbastanza, è quello degli eventi. Sebbene possa sembrare invisibile, il comparto degli eventi ha così tante ramificazioni da essere una delle colonne portanti della nostra economia. Dagli eventi corporate promossi dalle aziende per comunicare con i clienti fino agli eventi privati, quali matrimoni o feste di compleanno, questo settore è presente ovunque e influenza tante altre categorie. Basti pensare a grandi eventi quali il Salone del Mobile o la Fashion week, che popolano bar, alberghi, ristoranti e qualsiasi altro tipo di attività commerciale, arricchendo l’intero Paese. Per non parlare della grande spinta data al turismo.

Come si può immaginare, gli eventi sono stati  annullati. Risultato: la filiera dell’entertainement, degli eventi e della live communication è al collasso. Secondo i dati dall’inizio dell’emergenza il settore ha perso 1,5 milioni di euro, dato ancor più spaventoso se si pensa che risale ai primi di marzo. Ancor più preoccupante è la sopravvivenza degli impiegati: oltre 500mila persone addette ai lavori sono in difficoltà, facendo capo ad aziende medio piccole, incapaci di resistere a lungo.

Per questo i rappresentanti del settore hanno lanciato un appello alle istituzioni: in questo momento è fondamentale estendere anche al settore degli eventi soluzioni quali la cassa integrazione – per 3-6 mesi – gli sgravi fiscali, semplificazione o sospensione delle scadenze che riguardano le imprese, ma anche contributi per lo smart working.

Dal canto suo il settore sta attuando soluzioni per resistere e rialzarsi con grande coraggio una volta terminata l’emergenza. Tra i suggerimenti sono preziosi quelli di Salvatore Sagone, Presidente di Adc Group. Secondo Sagone la crisi può aiutare a individuare nuove aree di business: il digital è, anche in questo caso, un importante strumento di resilienza. Sarà dunque utile ideare nuovi format, dando spazio a eventi sul web, concerti e sfilate in streaming. Anche per la pubblicità può essere un momento positivo: sfruttare il grande uso dei media dovuto all’isolamento domiciliare può far ottenere buoni risultati.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che il settore è in crisi. La filiera non va considerata come non necessaria perché crollando provocherà il collasso dell’intera economia.