Sentiamo continuamente parlare di innovazione, un aspetto fondamentale per le aziende del presente, indispensabile per rimanere al passo coi tempi. Ma chi è l’innovatore? E, soprattutto, di cosa si occupa?

Descrivere le caratteristiche dell’innovatore è difficile, anche perché, a leggere i manuali, il suo ruolo e le sue competenze cambiano a ritmi impensabili. Ciò che è certo è che esistono diversi tipi di innovatori, accomunati da dei tratti basilari.

Un innovatore è una persona capace di analizzare e mettere in discussione le regole, chiedendosi continuamente il perché, ponendo a sé stesso e agli altri le giuste domande.

L’innovatore è anche un perfezionista, attento ai dettagli e continuamente alla ricerca dell’opportunità che modifichi lo status quo.

Altra caratteristica essenziale dell’innovatore è la sua auto ironia, indispensabile per non prendersi troppo sul serio e per creare una buona relazione con il resto del team.

Soffermiamoci su questo punto. Il lavoro dell’innovatore dipende da questo rapporto positivo con i suoi collaboratori. L’innovazione, infatti, non è un processo solitario: se la creatività e l’intuizione possono essere attività singole, la messa in pratica del progetto richiede uno sforzo collettivo. Proprio come il regista cinematografico, che si circonda di persone specializzate in ruoli di cui ha una competenza superficiale,  l’innovatore ha bisogno degli altri, ed è per questo un grande gestore delle competenze terze.

Inoltre,  gli innovatori devono essere capaci di adattarsi al contesto che si trovano davanti. Per farlo i Chief Innovation Officer devono essere persone diplomatiche, caratteristica indispensabile per creare una buona relazione con i colleghi, insieme ad una buona capacità comunicativa, funzionale a descrivere i progetti rivoluzionari.

Dove si trovano gli innovatori? Sono figure interne all’azienda o vanno ricercate all’esterno? Anche in questo caso non è facile rispondere, anche perché negli anni l’innovazione è diventata una vera e propria disciplina, che parte dal presupposto di standardizzare l’efficienza e personalizzare l’efficacia. Per farlo serve un un approccio sistematico, reiterato nel tempo e coerente con il piano strategico aziendale.

In azienda non mancano gli strumenti per mettere in pratica idee innovative, piuttosto manca la scelta strategica: qualsiasi innovatore a cui manca l’approccio strutturato di cui sopra è destinato a fallire.

Anche gli strumenti cambiano a seconda del contesto in cui l’innovatore si trova ad operare. E’ possibile, d’altro canto, che le aziende si inventino i propri strumenti di innovazione: un’attività di integrazione e sintesi tra gli strumenti dà vita a nuovi mezzi per l’innovazione. Questo perché in effetti l’insieme delle risorse e delle persone che danno vita all’innovazione si accompagna alla crescita aziendale.

Va da sé che l’innovazione è un processo top down e non potrebbe essere diversamente. O i vertici d’imprese sono disponibili e entusiasti dei processi d’innovazione o nulla di tutto questo sarà possibile.