Oggi, giovedì 21 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale del Risparmio. Come se la cavano gli italiani in termini di risparmio?

È la domanda a cui hanno provato a dare risposta Acri e Ipsos nella loro ultima indagine. Il rapporto dell’associazione delle fondazioni e delle casse di risparmio evidenzia una rigida divisione tra le famiglie che negli ultimi anni hanno mantenuto facilmente il proprio tenore di vita (38%), o addirittura lo hanno migliorato (13%), e le famiglie che con difficoltà lo hanno preservato (39%) o hanno dovuto prendere atto di un peggioramento (10%).
D’altra parte, il 62% è molto o abbastanza appagato dalla situazione economica familiare o personale attuale, a fronte di più di un quarto degli italiani (27%) non soddisfatto dell’andamento delle finanze familiari e di una percentuale non trascurabile (11%) che si dichiara molto preoccupata.
Risparmiare dovrebbe significare serenità, autonomia, capacità di far fronte agli imprevisti e non in ultimo speranza nel futuro.

Rimane alta la percentuale di italiani che sono riusciti con tranquillità ad accumulare risparmi negli ultimi 12 mesi (45%) guardando soprattutto al futuro. Al contempo, però, è tornato a risalire, rispetto al 2020, il numero di famiglie che ha fatto ricorso a risorse proprie o a prestiti (19%), associando il risparmio a un senso di sacrificio. 

Ad oggi, secondo i dati emersi dall’indagine, il numero di famiglie che potrebbe sostenere spese impreviste per 1.000 euro è il 79% mentre il 42% non avrebbe problemi anche qualora le spese impreviste corrispondessero a 10mila euro.

Ma nel contempo cresce la fiducia degli italiani nell’Unione europea e la convinzione, condivisa da più del 70% degli italiani, che uscire dall’Unione europea sarebbe un grave errore. Su queste valutazioni si innesta la soddisfazione per la moneta unica (49%), in forte crescita rispetto al 2019 (37%), lungo un trend positivo iniziato a partire dal 2014.