Cosa pensereste se vi dicessimo che la gamification può essere un ottimo supporto per lo smart working?

Procediamo per gradi. Il Coronavirus ha costretto tutte le aziende a ripensare l’attività lavorativa. Lo smart working è stato una salvezza: consentendo ai dipendenti di lavorare a distanza, ha salvato molte organizzazioni dal crollo finanziario.

Ma anche il lavoro agile ha i suoi lati negativi. Infatti, durante il lockdown, lo smart working è coinciso con il telelavoro, una modalità in cui viene meno il concetto di flessibilità. Costretti in casa, in pochi hanno goduto della libertà che caratterizza lo smart working e, purtroppo, quest’impostazione è rimasta anche a fine quarantena.

Il motivo risiede nella quasi totale indifferenza verso il lavoro agile: l’Italia, prima del Coronavirus, ne ignorava l’esistenza e anche i dipendenti erano convinti che non esistessero forme alternative al lavoro in ufficio.

Così, da un giorno all’altro, ci si è ritrovati a trasformare il focolaio domestico nel proprio ufficio. Nessun collega con cui condividere la pausa caffè, il pranzo in solitaria, nessun rassicurante rumore di sottofondo.

Il peggior effetto dello smart working è l’isolamento. E spesso l’isolamento provoca mancanza di motivazione. E che dire del calo di attenzione? Lavorando in uno spazio generalmente dedicato al relax, le fonti di distrazione sono molteplici e difficilmente ignorabili. I risultati di questo sono visibili nelle performance, e non è questo il momento in cui possiamo permetterci di ridurle.

Come risolvere questa preoccupante riduzione di attenzione e motivazione?

La gamification può essere una soluzione. Usare delle meccaniche provenienti dal mondo ludico, infatti, coinvolge il partecipante in un sistema di ingaggio che modifica i comportamenti negativi e premia quelli positivi.

In altre parole, le aziende potrebbero provare ad inserire dei sistemi di premiazione e valorizzazione delle singole performance. Il tutto usando piattaforme ad hoc, in cui è sempre visibile il punteggio, provando ad indicare con badge e premi reali i comportamenti migliori del collaboratore.

Non solo. Come potrete immaginare, un sistema del genere potrebbe causare un’eccessiva competizione e stakanovismo. Dunque, perché non proporre la gamification anche per il tempo trascorso con la propria famiglia, alla riscoperta della casa e del senso del proprio tempo?

La gamification può essere implementata all’interno delle aziende, aiutandole a ripensare la struttura organizzativa. Il tutto in modo divertente, senza impostazioni dall’alto che farebbero perdere il senso del “gioco”.

Per rendere tutto questo realtà, occorre una narrativa condivisa da tutta l’impresa, avendo ben chiari gli obiettivi da raggiungere e i comportamenti che si vogliono incentivare nell’attività di smart working.

Solo dopo aver fissato questi punti si può passare alla parte di game design: con la realizzazione di un “gioco a premi”.

Fonte: ilsole24ore