Ad oggi esiste ancora la disparità di genere?

Nonostante le numerose proteste e i progressi in materia di uguaglianza di genere, rimane uno dei temi maggiormente discussi e a cuore della popolazione italiana.

Durante gli ultimi anni, l’uguaglianza di genere è uno dei temi maggiormente discussi per ciò che concerne numerosi settori della nostra vita quotidiana, soprattutto il mondo professionale.

Si ritorna a parlare di questo tema grazie al Women Political Leaders Summit 2021 (rete globale di leader politici femminili che da anni si pone come obiettivo quello di aumentare sia il numero che l’influenza delle donne nelle posizioni di leadership politica), dove è intervenuto anche il Presidente Draghi con un videomessaggio in sessione di apertura.

Il Presidente Draghi ricorda che “la discriminazione delle donne è immorale”, il processo di correzione delle disuguaglianze è ancora molto lungo ed è quindi necessario cercare di velocizzare i processi di cambiamento.

Disparità di genere e professioni creative

Secondo l’ultima ricerca della Commissione Europea “Towards gender equality in the cultural and creative sectors” che, all’interno del piano di lavoro del Consiglio per la cultura 2019-2022, ha intrapreso un’analisi dell’occupazione femminile proprio nel settore culturale e creativo, il problema di genere nel settore professionale si innesca proprio agli inizi della carriera.

Secondo il particolare studio “Women in Music”, il settore dove la disparità di genere sembra essere maggiore è quello musicale:

  • il mercato musicale è composto per il 70% da uomini e per il 30% da donne in tutte le regioni europee
  • le donne rappresentano solo il 20% dei compositori e dei cantautori e guadagnano il 30% in meno rispetto agli uomini
  • solo il 15% delle etichette musicali sono di proprietà o amministrate da donne

Proprio per questo il nuovo programma Europa Creativa 2021-2027 può essere uno strumento chiave per queste tematiche, e l’uguaglianza di genere nel settore è stato inserito tra i topic di priorità trasversali da raggiungere.

Nel planning sono stati implementati nuovi criteri di valutazione che considerano la prospettiva di genere per garantire una distribuzione più equa dei finanziamenti.

Disparità di genere e agenda 2030 delle Nazioni Unite

Le disparità di genere rappresentano uno dei maggiori ostacoli anche per lo sviluppo sostenibile, per la crescita economica e la lotta contro la povertà.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Uno degli obiettivi dello sviluppo sostenibile è l’eliminazione delle disuguaglianze per non avere una perdità di opportunità e quindi di PIL.

Teniamo conto che, la Banca d’Italia, ha stimato che, se il tasso di occupazione femminile salisse dall’attuale 47% a 60%, il PIL potrebbe aumentare del 7%.

Il ruolo delle donne è quindi fondamentale per tutta l’economia e non solo per una questione di realizzazione femminile.