La dipendenza dal lavoro è un fenomeno diffusissimo, eppure ancora poco studiato. Si chiama workaholism e ne è affetto un lavoratore su cinque. Parliamo di coloro che sviluppano un eccessivo attaccamento alla propria vita professionale, al punto di trascurare tutto ciò che non ne fa parte. Quali sono gli effetti di questo comportamento?

Siamo nel pieno di un’estate strana: molti hanno già esaurito le ferie a disposizione, e continueranno a lavorare anche il prossimo mese, quell’agosto desiderato tutto l’anno come il momento del totale relax.

Se pensate che il Covid-19 abbia portato a un rallentamento dell’attività lavorativa vi sbagliate. Quei fortunati che non hanno perso il lavoro hanno una giornata lavorativa più lunga: le aziende spremono i dipendenti per tornare ai numeri pre Coronavirus, e lo smart working non è ancora stato regolarizzato.

Questa situazione aumenta il rischio di dipendenza dal lavoro. Il fenomeno è tradotto in inglese con il termine workhaolism, derivato da “work” (lavoro) e “-aholism” suffisso della parola alcholism. Parliamo perciò di una vera e propria patologia: nonostante la letteratura in merito non la definisca tale, la dipendenza dal lavoro ha delle cause e degli effetti che possono essere pericolosi per la salute.

Cause

Un documento pubblicato recentemente sul National Center of Biotechnology Information ne offre un quadro completo, individuando le possibili cause del workaholism:

  • Bisogni non soddisfatti: mancanza di relazioni, di autonomia e senso di solitudine
  • Tratti di personalità: nevrosi, narcisismo, perfezionismo
  • Teorie cognitive, come la teoria dell’attribuzione, per la quale gli individui tendono a trovare delle relazione di causa-effetto per gli eventi che gli circondano, anche quando le informazioni sono scarse. Questo porta a commettere errori di attribuzione.
  • Teorie dell’apprendimento, per la quale abbiamo maggiori probabilità di ripetere un’azione se a questa seguono dei rinforzi positivi.
  • Tratti a derivazione culturale, inteso come il bisogno culturale di primeggiare nelle competizioni sociali o di raggiungere una certa sicurezza finanziaria.

Effetti

La dipendenza dal lavoro, inoltre, comporta tutta una serie di sintomi, che possono riguardare:

  • Carenza di sonno e conseguente stanchezza cronica
  • Conflitti tra dimensione lavorativa e familiare
  • Disturbi psicosomatici
  • Riduzione della soddisfazione e peggioramento delle performance lavorative.

Conclusione

Il worhaholism è un fenomeno ancora troppo poco studiato. Eppure, è pericoloso. In questo senso i dipendenti vanno tutelati: il sistema normativo italiano, a tale scopo, impone un limite di 48 ore lavorative a settimana.

Ma ci sono delle categorie ancora troppo poco protette: lavoratori autonomi e smart worker. Quest’ultimi dovrebbero avere il diritto alla disconnessione, per evitare che la settimana lavorativa sia più lunga di quanto stabilito dalla legge.

Fonte: risorseumane-hr.it