Il Decreto Cura Italia, approvato lunedì dal consiglio dei ministri, ha risolto alcuni dubbi sul fronte lavoro. Gli incentivi del governo hanno parzialmente rasserenato gli animi dei dipendenti a rischio, regolando anche le misure in tema di gestione di infortuni e malattie. Rimangono dubbi su alcune categorie.

Quale sarà il destino degli stagisti? Il nuovo decreto stabilisce l’interruzione dei tirocini curriculari, ossia delle attività formative atte all’acquisizione di crediti universitari. Cosa accade,invece, per i tirocini extra curriculari? Di fatto un tirocinante è una figura a metà tra uno studente e un lavoratore: un neolaureato appena entrato nel complesso mondo lavorativo, con retribuzione minima e senza alcuna tutela lavorativa.

Il periodo di stage va dai 3 ai 12 mesi, e prevede la formazione del tirocinante, con l’obiettivo di aggiungere nuove competenze al suo background culturale. E’ un momento fatto di incertezze, ma anche di entusiasmo e voglia di imparare, con la speranza di diventare dei professionisti. Con l’arrivo del Coronavirus, e la conseguente decisione di limitare gli spostamenti, sono sorti i primi dubbi. Qual è il futuro degli stagisti?

Il Decreto non dice granchè a proposito, lasciando la decisione alle autorità competenti sul territorio. D’altra parte ciascuna regione disciplina in maniera differente gli stage, generando ancor più confusione.

Abbiamo cercato di vederci chiaro. In linea di massima, i tirocini extracurriculari continuano il loro corso, salvo chiusura dell’azienda. Con l’adozione dello smart working, anche i tirocinanti possono continuare a svolgere l’attività lavorativa. Nonostante ciò, in molti casi si sta optando per la sospensione dei tirocini. Decisone che non ne prevede la conclusione anticipata, ma, al contrario il posticipo della data di fine, in modo tale da recuperare le ore perse. Per ciò che riguarda il rimborso spese, esso non verrà erogato in caso di sospensione dello stage, e il recupero delle retribuzione avverrà in relazione alle modalità di recupero.

Non ci sono certezze sul futuro dei tirocinanti. Ogni territorio anzi, ogni azienda, sta agendo nel modo che ritiene più adatto. Siamo consapevoli dell’apprensione e delle preoccupazione che attanaglia i nuovi occupati. Tuttavia, è importante fidarci dei datori di lavoro e attendere: anche in questo caso vale la resilienza e la collaborazione.