Errare humanum est perseverare autem diabolicus. L’espressione antichissima è in genere attribuita a Sant’Agostino ma ha antecedenti nella tradizione letteraria precristiana. Ciò dimostra il suo intramontabile significato, valido anche oggi. Tutti sbagliamo, ma ciò che importa è la capacità di assorbire i propri errori, smaltendo quella sensazione di negatività che ci ha condotto a compierli, scongiurando la possibilità di trovarsi ancora nella stessa situazione.

Cos’è un fallimento? Potrebbe essere definito come l’incapacità di centrare l’obiettivo che ci si era prefissati. I motivi che conducono ai fallimenti sono tanti: circostanze fatali o imprevedibili ma anche, semplicemente, mancanza di attenzione o delle competenze necessarie. Qualsiasi sia il motivo che sta alla base del fallimento è importante riconoscerlo, evitando di rimuoverlo come se non si fosse mai verificato.

Sbagliare, appunto, è umano, potremmo dire addirittura fisiologico, ma non dobbiamo farci abbattere. Il primo step è quello di accettare le emozioni negative, per metabolizzarle e superarle. Evitando questo momento non faremo altro che collezionare un fallimento dopo l’altro: l’impostazione sbagliata che ci ha portato al primo insuccesso non ci abbandonerà se non prendiamo coscienza degli errori.

Una volta accettata la sconfitta è necessario passare alla seconda fase: trarre un insegnamento. Analizzare nel modo più lucido e distaccato possibile ciò che hanno condotto all’insuccesso può aiutare a individuare l’errore responsabile del fallimento che potrà essere scongiurato in futuro.  Fallire, insomma, ci aiuta ad essere più consapevoli imparando come non affrontare certe situazioni.

Infine è importante dare agli errori il giusto peso. Non lasciate che i fallimenti vi definiscano in toto. Bisogna considerare il fallimento come un momento isolato, che può essere superato e seguito da momenti migliori o, perchè no, peggiori.

Non vogliamo fare un elogio del fallimento, sia chiaro, fare degli errori, soprattutto nel contesto professionale, non fa piacere a nessuno. Il nostro obiettivo è quello di spingervi a trasformare le cadute in trampolini per passare al livello successivo. Insomma, l’errore dev’essere visto come una nuova opportunità di crescita.