Le persone fanno la differenza. Abbiamo ora più che mai compreso che le persone costituiscono un asset fondamentale nelle imprese. È proprio grazie alle risorse, alle loro competenze, al loro coinvolgimento nel progetto di crescita, di sviluppo e affermazione dell’impresa, che essa può affermarsi con successo sul mercato.

La gestione delle risorse umane, che consiste in un corollario di attività mirate a selezionare, fidelizzare, motivare, professionalizzare, trattenere, è di conseguenza una componente strategica per tutte le aziende, di qualsivoglia dimensione o età.

Ecco, dunque, un elenco di attività nella gestione delle risorse umane che possiamo definire “mission critical”, anche e soprattutto per le startup, che hanno il compito di creare un ambiente favorevole e fecondo allo sviluppo dell’azienda.

  1. La selezione: Durante la scelta del potenziale candidato, è necessario che si interfaccino l’HR manager e il responsabile di funzione dell’ufficio nel quale la persona dovrà essere inserita, in modo tale che sia possibile indagare ed approfondire sia le competenze tecniche necessarie che quelle trasversali.
  2. L’onboarding: una buona modalità di inserimento di una risorsa all’interno dell’organizzazione è quella di affidare il processo ad un tutor. Questo permetterà non solo di insegnare velocemente il lavoro, ma anche di guidare nella comprensione della cultura e delle dinamiche organizzative aziendali. Inoltre, il tutor favorirà l’integrazione della persona a 360 gradi, inserendola e coinvolgendola nelle riunioni, aiutandola a conoscere e comprendete tutti i processi e i ruoli di rilievo, presentandola agli altri colleghi e facendole incontrare eventuali clienti e fornitori.
  3. Condividere la strategia e la cultura organizzativa: comunicare in modo trasparente ai dipendenti il piano strategico della propria startup, li stimola a dare il proprio contributo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e aiuta a rivederlo insieme periodicamente. Inoltre, invitare le persone a mappare la cultura organizzativa, partendo da visione, missione e valori e lavorando insieme per tracciarne i comportamenti, rituali, le regole, il processo decisionale che caratterizzano la quotidianità del lavoro fa crescere la consapevolezza e il senso di appartenenza, fa emergere il bisogno di cambiamento e miglioramento.
  4. Delegare e favorire la delega: se è vero che i problemi nascono vicino a chi li gestisce e che proprio lì vicino nascono anche le soluzioni, lavorare sulla delega è una “condicio sine qua non” per far crescere e diventare autonoma la propria organizzazione. Delegare infatti significa assegnare obiettivi ed agire un controllo supportivo, di revisione ed affiancamento. Calendarizzare momenti di verifica dello stato di avanzamento rispetto all’obiettivo, non stigmatizzando l’errore, ma accogliendolo come passaggio utile alla crescita e all’autonomia, farà sentire le persone accompagnate e supportate.
  5. Formare: per quanto esperte e competenti, quando le persone vengono assunte in una nuova realtà aziendale, si immergono in un mondo del tutto nuovo. Prodotti, servizi, tecnologie, metodi e processi non sono mai gli stessi, anche se si arriva dallo stesso settore. Dunque, organizzare un piano formativo pianificandolo nel tempo aumenta la chiarezza rispetto agli obiettivi della singola persona nei confronti dell’azienda e la aiuterà a trovare un punto di incontro tra i reciproci bisogni e aspettative.
  6. Costruire la politica retributiva e i percorsi di carriera: la politica retributiva, al giorno d’oggi, non riguarda più solamente la nuda RAL o il cosiddetto “netto in busta paga” ed è anacronistico immaginare di elargire aumenti di stipendio “on demand”, come si usava in passato. Oggi i sistemi premianti possono includere altre variabili come bonus, pacchetti welfare, formazione specializzante, stock option, flessibilità di orario e del luogo di lavoro… Ciò che non deve essere lasciato al caso, ma progettato con accuratezza è quindi il sistema delle retribuzioni e della carriera, promuovendo momenti di verifica ed aggiornamento. Gestendo queste attività in modo proattivo anziché reattivo, permette di mantenere un buon clima in azienda, favorendo una sana competizione e, soprattutto, eliminando alla base false aspettative.
  7. Costruire piani di benessere lavorativo: gestire le risorse umane significa anche avere cura del loro benessere lavorativo. Creare ambienti di lavoro che favoriscano la libera espressione, la creatività, la crescita di relazioni, il dinamismo, il passaggio informativo fa sentire le persone importanti e parte integrante di un insieme più grande. Ciò che le persone vanno cercando sono posti di lavoro dove l’equilibrio tra la vita sociale, personale e lavorativa sia un valore.

Possiamo dunque concludere affermando che le startup, come tutte le aziende, crescono in maniera esponenziale per merito delle persone: quando sono coinvolte, valorizzate e responsabilizzate costituiscono un potentissimo viatico per il riconoscimento e la fidelizzazione degli stakeholder esterni. I clienti si fidelizzano, i fornitori si affezionano, l’azienda guadagna, prospera e costruisce su solide basi il proprio futuro.