La Generazione Z (detta “Centennials”), identifica i nati tra la seconda metà degli anni ‘90 e gli inizi del 2000. Essi sono definiti anche nativi digitali, poichè “nati con uno smartphone in mano”.

Questa è la principale caratteristica che li differenzia dalla generazione precedente, la Generazione Y (detta “Millennials”). Essa identifica i nati tra la seconda metà degli anni ‘80 e la prima metà degli anni ‘90, i quali hanno visto l’arrivo della tecnologia digitale, dopo un’infanzia vissuta senza smartphone e social network.

Secondo uno studio dell’agenzia di consulenza FutureCast, gli appartenenti alla generazione Z sono più pratici e hanno maggiori ambizioni: il 60% vuole cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. Questa generazione Z può essere definita come la prima generazione globale. La Varkey Foundation ha intervistato 20.000 persone in 20 paesi e ha scoperto che i centennial considerano i confini come un retaggio del passato. Ogni giorno “girano il mondo” tramite Internet e osservano le diversità, le varie culture e religioni nei social network, nei video e nella realtà che li circonda.

La comparsa della Generazione Z è una sfida per le aziende, che devono adattarsi ai loro valori e alle loro attitudini per conquistare i giovani talenti. E questo a partire dalle prime fasi del processo, nelle quali le aziende devono trovare la chiave per rendersi interessanti agli occhi dei giovani talenti, in grado di portare nuove competenze e un vantaggio competitivo concreto rispetto alla concorrenza. Ma quali sono gli aspetti che rendono un’azienda interessante agli occhi di un giovane appartenente alla Generazione Z?

1. Sostenibilità

I più giovani sono sempre più attenti e legati ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Cresciuti con l’esempio di giovani attivisti come Greta Thunberg, i lavoratori della nuova generazione vogliono vedere un cambiamento concreto nelle abitudini sbagliate e dannose portate avanti da molte aziende fino ad oggi. Pertanto, sono maggiormente attratti da aziende con un impatto positivo nella società.

2. Work-life balance

Questa è una tematica che sta acquistando sempre più importanza. La Generazione Z divide molto la vita privata da quella lavorativa e dà grande valore al work-life balance. Sostanzialmente, chiede di poter svolgere il proprio lavoro con orari e modalità flessibili. Nasce quindi l’esigenza di pensare allo Smart Working come ad una politica di lavoro indispensabile in un’ottica di work-life balance, e non solo come un sistema temporaneo per contrastare l’emergenza sanitaria attuale.

3. Digital

L’82% dei centennial si dichiara esperto di nuove tecnologie. Fin dall’infanzia sentono parlare di realtà aumentata, veicoli senza pilota, quindi è più difficile stupirli. Hanno piena dimestichezza nell’utilizzo della tecnologia e difficilmente sopravvivrebbe in un’azienda incapace di investire sulla digitalizzazione come strumento per velocizzare i flussi di lavoro.

Un buon modo per relazionarsi con il target dei nativi digitali può essere proprio quello di intercettarli in un ambiente che conoscono bene e frequentano molto spesso – Internet – e attrarli con tecnologie competitive già in fase di selezione, ad esempio attraverso una candidate experience rapida e coinvolgente che strizza l’occhio al Digital Recruiting.

4. Formazione

Lo stipendio non è più l’aspetto principale. I centennial infatti sono maggiormente interessati alle opportunità di apprendimento per poter crescere in termini di skills e varietà di incarichi.

Diventa fondamentale quindi investire sulla formazione dei giovani talenti con percorsi formativi dedicati, una costante restituzione di feedback costruttivi e una crescita professionale basata sul merito.

Per esempio il Team HR del noto marchio di abbigliamento svedese H&M, a partire dalla diffusione del virus e delle limitazioni ad essa connesse, ha puntato molto sullo sviluppo personale dei propri collaboratori, ai quali ha deciso di offrire i corsi online di GoodHabitz. Così, i dipendenti di H&M hanno potuto lavorare sulle proprie competenze e sulla propria crescita personale, ritrovando fiducia in un momento di difficoltà.

Attività come queste contribuiscono a incentivare l’impegno, il coinvolgimento e la fedeltà anche dei più giovani.

5. Leadership

Sempre più apprezzata è la nuova figura di un leader coinvolgente e collaborativo, che sostituisce il ruolo di comando autoritario del capo.

Un’idea interessante potrebbe essere quella di organizzare giornate di Shadowing, ossia giornate lavorative in cui il dipendente junior segua il proprio manager durante tutte le sue attività quotidiane.