In seguito alla conversione in legge del decreto 127/2021, ecco un aggiornamento sulle nuove regole introdotte.

Controlli più semplici

I lavoratori pubblici e privati avranno la possibilità, e non l’obbligo, di consegnare al datore di lavoro la copia della loro certificazione. Per tutto il periodo in cui il green pass in questione sarà valido, infatti, questi saranno esonerati dai controlli obbligatori. Si riducono così le tempistiche per i controlli giornalieri del green pass.

Green pass per i lavoratori in somministrazione

In Parlamento è stato aggiunto un comma: la verifica del rispetto delle regole spetta all’utilizzatore, mentre il somministratore ha solo l’onere d’informare i lavoratori riguardo alla sussistenza delle predette prescrizioni.

Green pass scaduto durante l’orario di lavoro

Prima, qualora la certificazione fosse scaduta durante l’orario di lavoro, il lavoratore doveva fare ritorno a casa.

Ora, invece, i lavoratori possono restare sul luogo di lavoro per il solo tempo necessario a portare a termine il turno. In questo caso la scadenza del green pass non dà luogo alle sanzioni previste per chi lavora senza certificazione.

Sostituzione del lavoratore senza green pass

Le aziende con meno di 15 dipendenti sono autorizzate a sostituire un lavoratore senza certificato. Viene inoltre specificato che:

  • il primo contratto di sostituzione ha durata di 10 giorni, i quali sono tutti giorni lavorativi;
  • alla scadenza dei 10 giorni il rapporto di lavoro è rinnovabile per altri 10 giorni. Ma non ci sono limiti: il rinnovo può esserci tutte le volte che si vuole, a patto di non superare il limite del 31 dicembre 2021, data in cui – almeno per il momento – termina l’obbligo di certificazione per lavorare.

Rimane quindi il diritto per il lavoratore assente ingiustificato di conservare il posto di lavoro.