Il mercato auto italiano è in crisi. L’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova la resistenza di questo settore, che ha raggiunto un calo della domanda davvero preoccupante. Durante il mese di marzo le immatricolazioni sono calate dell’ 84,5% a quota 28.326 come rivelano i dati del Ministero dei Trasporti. Certo, la situazione era prevista, dato il blocco delle attività produttive e della circolazione, ma rimane preoccupante.

Il calo del settore interessa anche gli altri Paesi. Ad esempio in Francia la discesa è pari al 72%, e potrebbe essere ancora più ripida nei successivi mesi del primo semestre, con effetti negativi sull’intera produzione annuale. Lo scenario futuro? Fare previsioni è difficile, bisognerebbe conoscere la data di fine emergenza e di ripresa di attività produttive e mobilità.

Per vederci chiaro il Sole24ore ha interpellato il Centro studi Promotor. Secondo gli esperti i livelli di vendita raggiunti in questo periodo sono paragonabili a quelli dei primi mesi degli anni Sessanta, quando il processo di motorizzazione di massa cominciò a muovere i primi passi nel nostro Paese. A ciò si aggiunge l’indagine effettuata sui concessionari nostrani che denunciano all’unanimità la discesa degli ordini.

A determinare la ripresa del mercato dell’auto sarà non solo la durata del blocco, ma anche le misure messe in campo. E’ necesario studiare fin da subito dei modi per rilanciare la domanda, escogitando dei piani per incentivare la domanda: ad esempio favorendo l’acquisto sia di auto verdi, sia di auto ad alimentazione tradizionale ma di ultima generazione. Anche la rottamazione è importante, poichè in grado di svecchiare il parco auto e di contribuire a mantenere in vita un settore altrimenti destinato al collasso.